Pachino 20 Maggio 2015. La riscoperta di Vitaliano Brancati. È stato inaugurato oggi con una giornata di studi il Festival Brancatiano, organizzato dall’amministrazione comunale di Pachino in collaborazione con Unicredit Pachino, Consorzio Igp “pomodoro di Pachino” e le associazioni  “Vitaliano Brancati” e Dante Alighieri, per onorare e raccontare uno dei cittadini più illustri di Pachino. All’evento, coordinato dall’assessore alla Cultura, Gisella Calì e che si svolge tra il cineteatro Politeama e l’ex palmento di Rudinì a Marzamemi, sono intervenuti la figlia dello scrittore, Antonia Brancati, e alcuni tra i più autorevoli studiosi siciliani che hanno parlato della figura di Vitaliano Brancati. «In un momento di grandi difficoltà – ha dichiarato Sarah Zappulla Muscarà, dell’università di Catania -, e di crisi economica, etica e di valori, ritengo sia importante che una comunità pensi a valorizzare e fare conoscere alle nuove generazioni i suoi figli illustri. Solo chi ha memoria del proprio passato ha diritto al futuro». La vita e le opere dello scrittore nato a Pachino sono state messe sotto la lente di ingrandimento, da parte degli studiosi, che hanno sfatato falsi miti e raccontato un Brancati sconosciuto. «Falsa la leggenda – ha raccontato Grazia Sena – che Brancati avesse scelto di rinunciare alla cittadinanza pachinese: era fortemente radicato nel territorio e legato alla sua città di nascita ed è facilmente riscontrabile nei suoi scritti e nell’importanza che ha dato a Pachino». Un “legame” rimarcato dalla scrittrice Silvana Grasso, che ha parlato di un rapporto dello scrittore col territorio natio che “non finisce mai”. E dall’analisi delle opere di Brancati emergono tanti spaccati della società del periodo. «Nel gallismo creato appositamente per i personaggi Brancatiani – ha spiegato la scrittrice Gloriana Orlando – ho evidenziato una questione di genere: la figura della donna  nella Sicilia del tempo che rispecchia anche l’ideologia fascista. Una questione attuale, quella di genere, con l’Europa chiede a gran voce l’insegnamento della materia nelle scuole». Un Brancati che racconta il modo di essere siciliani, ne “Gli anni perduti”, di cui ha parlato lo scrittore Domenico Seminerio, il rapporto che ha avuto con la censura, soprattutto ne “La governante”. «Uno specchio fedele – ha sottolineto Enzo Zappulla, presidente dell’istituto Storia spettacolo siciliano – della situazione della censura in Italia che si pone ancora oggi, perché esiste». Il docente Lorenzo Perrona ha “ri-letto” Brancati «andando oltre il Brancatismo e scavando – ha detto – nelle cose importanti e vere che racconta» e Gaetano De Bernardis ha parlato di Brancati e il cinema. Il Festival si concluderà sabato con la quinta edizione del premio giornalistico internazionale dedicato alla memoria dello scrittore che quest’anno vedrà premiati i giornalisti Massimo Giletti, Corradino Mineo, Ettore Boffano e Tonia Cartolano. La cerimonia di consegna è prevista per sabato 23 maggio alle 18,30 nella struttura dell’ex palmento di Rudinì. Il programma dell’iniziativa di domani, giovedì 21 maggio 2015, prevede:

 

Seminario

10,30 – 13 : Cineteatro Politeama

Relatori:

Giuseppe Condorelli (docente Catania) “ Percorsi Brancatiani”

Domenico Trischitta ( scrittore)  “ Il Bell’Antonio. Itinerario Brancatiano tra Cinema e Letteratura”

Stefano Milioto (presidente Centro Studi Pirandelliani)  “Brancati Sceneggiatore di Pirandello”

 

Ore 16  Centro Storico di Pachino

Inaugurazione Itinerario Brancatiano

 

Ore 17, 30  Pinacoteca Comunale

Inaugurazione Mostra Fotografica

 

Ore 19 Palmento Di Rudinì

Presentazione del volume:

“ Si dubita sempre delle cose più belle ”  Federico De Roberto-ErnestaValle

A cura di Sarah Zappulla Muscarà- Enzo Zappulla . Bompiani

Inrtervengono : Corrado Di Pietro  – Domenico Seminerio

 

ore  21 Palmento Di Rudinì: Degustazioni Letterarie

 

 

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