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Il Promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo, circa 80.000.000 di anni fa, come è stato accertato e datato scientificamente dai geologi con il metodo del carotaggio. 1) Pachino attraverso i tempiSicuramente il "Promontorium Pachyni" fu abitato sin dai primi momenti in cui l'HOMO SAPIENS fece la sua comparsa sulla terra, ma dato il gran lasso di tempo sono rimasti solamente pochi indizi. Quello che certo è che l'uomo è apparso e vissuto sul nostro territorio circa 10.000 anni fa durante la cultura del Paleolitico Superiore (36.000/8.500 A. C.), abitando la grotta Corruggi e lasciando moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo di Siracusa, quali raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi, ecc., ma anche in altri Musei in tutto il mondo. In questo periodo l'Homo Sapiens usa armi solamente in pietra, vive in caverne o grotte naturali e vie solamente di caccia e pesca. Nel periodo del Mesolitico (10.000/8.000 A.C.) l'Homo Sapiens incomincia ad usare ad usare attrezzi anche in ferro, continua a vivere nelle grotte (Grotta del Fico), ma si dà alla pastorizia ed all' agricoltura. Usa la macina per i cereali. Dalla grotta Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (8.000/1500 A.C.), l'uomo passò all'inizio a vivere nelle grotte di Calafarina e successivamente,.nel periodo del ferro e rame prima e del bronzo poi, fini all'arrivo dei Siculi, l'uomo si spostò nella vicina zona denominata " Cugni di Calafarina" creando villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati. Come già detto, nel periodo dal 1.500 al 500 A.C., sul nostro territorio ma anche di tutta la Sicilia Orientale, sono vissuti i Siculi, un popolo proveniente dall'Italia Centrale ed esattamente dalla provincia dell'attuale Frosinone secondo le ultime scoperte effettuate da scienziati antropologi. Essi apportarono ulteriore progresso e civiltà sviluppando ancor più il culto dei morti e la lavorazione della terra. Successivamente il territorio di Pachino fu abitato da Fenici, Punici, Greci (750 A,C.) e Romani (dal 200 al 400 D.C.) che ne fecero un centro di attività commerciali prima e di colonizzazione poi. Con loro inizia la storia e la civiltà moderna. Si sviluppò ampiamente l'agricoltura ed in particolar modo la coltivazione della vite e del frumento che veniva esportato in Grecia prima e successivamente a Siracusa e Roma. Dopo i Romani, che sempre in contrada Cugni hanno lasciato i resti di un villaggio del 3° - 4° secolo d.c., sul territorio di Pachino arrivarono prima i Bizantini (dal 300 all'800 D.C.) (vedi basilichetta di San Lorenzo) e quindi gli Arabi (dall'800 al 1090 D.C.), che cambiarono il nome della punta del Promontorio di Pachino da Caput Pachini a Capo Passero ed i Normanni. Con i Normanni, Spagnoli e Francesi arrivò, invece, la decadenza e la suddivisione del territorio in feudi. A questo periodo risalgono le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei Turchi e da questi ridotte in rovine. 2) Resti antichi dei vari insediamenti nella Zona Cugni3) Pachino attuale La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando nel 1734 gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e come tali aventi il titolo di baroni oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi ed al fine di acquisire pure il titolo di conte. A tal fine i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero a Carlo III di Borbone prima (1758) ed a Ferdinando I (1760) poi l'autorizzazione a fondare una città, decreto che fu emesso a Napoli in data 21/7/1760 e che fu reso esecutivo in data 1/12/1760. Pur essendo una città relativamente giovane, essa ha dimostrato per merito dei suoi fattivi abitanti, in origine provenienti in gran parte dalla vicina Malta e successivamente dai Comuni viciniori come Modica, Scicli, Rosolini, Ispica e per quanto riguarda Marzamemi da Avola, Augusta e Siracusa, di avere saputo raggiungere in breve tempo livelli economici e culturali di rilievo. Infatti, attualmente in agricoltura, in maggior parte in serre ma anche a pieno campo, il ciliegino denominato "Pachino" (protetto dal marchio IGP), il pomodoro costoluto ed il melone cantalupo ( di due tipi : retinato e liscio) dominano i mercati mondiali del settore oltre che per il gusto dolcissimo anche per le elevatissime proprietà organolettiche in essi contenuti. Posto a 65 metri sul livello del mare, nella parte Sud Orientale della Provincia di Siracusa, a cavallo del Mare Mediterraneo e dell'Ionio, ha un clima dolcissimo dall'Autunno alla Primavera, un cielo sempre terso nel corso dell'intero anno ( una indagine della U.E. del 2001 l'ha definito la città più assolata e con meno nuvole e con il cielo più limpido e terso dell'intera Comunità Europea) ed un clima caldo in Estate che accoppiato alle favolose spiagge del suo territorio (8 Km) quali Morghella, Concerie, Granelli, Ciappa, Scarpitta, Punto Rio. ecc., e ad un mare limpidissimo e pescoso, fanno di Pachino un centro turistico molto apprezzato con un flusso di forestieri e turisti che va di anno in anno sempre aumentando. Altra località molto frequentata sia dai locali che dai forestieri è la borgata di Marzamemi sia anch'essa per le spiagge sabbiose che per il pesce fresco pescato da una flotta peschereccia tuttora molto consistente.
Marzamemi fu edificata dagli Arabi, di cui rimangono ben conservate le "Casuzze arabe" e relativo cortile costruiti oltre 1000 anni fa mentre l'attuale Marzamemi risale ufficialmente al 1752 quando furono edificati dal Principe di Villadorata il Palazzo, la Loggia, la nuova Tonnara e la Cappella, opere queste che meritano di essere visitate. Molti personaggi che hanno contribuito all'unità d'Italia o a dare lustro alla città sono nati e vissuti a Pachino. L'avvocato Diego Arancio, carbonaro prima e mazziniano dopo, fece insorgere Pachino contro i Borboni nel 1837, riparando poi in esilio a Malta per essere stato condannato a morte. La città partecipò pure ai moti del 1848 mandando come deputato a Palermo il dott. Raffaele Garrano dando alla patria un altro uomo di grandi ideali Antonino Adamo. Dopo l'indipendenza Diego Arangio fu Viceintendente alla Provincia di Noto (dal 1860 al 1862). Altri personaggi illustri degni di essere citati sono il dott. Francesco Garrano, il marchese Antonio Starrabba (due volte capo di Governo e Sindaco della città di Palermo in età giovanissima). Michelangelo Bartolo ( insigne matematico e Provveditore agli Studi), Vitaliano Brancati (scrittore e drammaturgo di fama mondiale), Enzo Lauretta ( scrittore e saggista), ecc. Tra i personaggi che invece sono approdati sul territorio di Pachino bisogna citare Ulisse, Enea, i Ciclopi, San Paolo, Santo Elia, Santo Ilarione, Santo Ambrogio, mentre la storia antica vi ha allocato Cerere (o Demetra), Proserpina, Eolo, Bacco. 6) StoriciMolti gli storici ed i poeti che hanno scritto o cantato di Pachino quali:
7) Fauna e flora Sul territorio di Pachino sono vissuti o hanno fatto la loro apparizione sin dai primordi i seguenti animali:
mentre attualmente il territorio è abitato da una grande varietà di animali ed uccelli stanziali e migratori , specialmente quest'ultimi in prossimità delle zone umide che si trovano sul territorio e di grande valore per le ricerche naturalistiche, quali la Garzetta, l'Airone Bianco maggiore, l'Airone Cenerino, il Germano Reale, la Marzaiola, la Folaga, il Mestolone, la Gallinella, il Cavaliere d'Italia, Fenicotteri, Falchi, talvolta anche Cigni, Passeri, Cardellini, Cappellacce, Gheppi, Conigli, Ricci, Volpi, Donnole ecc. La Flora esistente sul territorio specialmente in prossimità delle coste è molto varia ed è del tipo termofila, cioè di quella tipica delle zone che hanno un clima molto caldo e d arido. Appartengono a questo genere la Palma nana (scupazzu), il Timo (sataredda), il Mirto e così via. home |