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Pachino 13 Febbraio 2016. «Uno degli esempi di buona politica: questi i risultati quando si fa squadra nell’interesse collettivo». Pochi minuti dopo mezzogiorno è stato tagliato il nastro del molo San Francesco di Paola, a Marzamemi. Un’opera costata 465 mila euro, grazie al finanziamento del Fep 2007/2013 in cui il comune ha contribuito con la somma di 90 mila euro, e intitolata a San Francesco di Paola, patrono del borgo marinaro e protettore dei pescatori. All’inaugurazione erano presenti, oltre all’intera amministrazione comunale pachinese, gli assessori regionali Bruno Marziano e Antonello Cracolici, il sindaco di Portopalo, Giuseppe Mirarchi, il sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie, il vicesindaco di Rosolini, Salvo Latino, il segretario provinciale del Partito democratico, Alessio Lo Giudice, i rappresentanti delle forze dell’ordine, i progettisti e monsignor Angelo Giurdanella, vicario generale della diocesi di Noto. «Spesso la Sicilia – ha dichiarato il sindaco di Pachino, Roberto Bruno – finisce sulle prime pagine dei giornali per la restituzione di somme all’Unione Europea, a causa di inghippi e problemi burocratici. Il progetto di riqualificazione e messa in sicurezza di questo molo, invece, è l’esempio di una buona pratica: quando si opera in sinergia per l’interesse collettivo si riesce a centrare l’obiettivo».

L’assessore regionale Bruno Marziano ha parlato di Pachino come un territorio in cui, adesso, c’è molta attenzione «grazie a progetti – ha dichiarato Marziano – come quello che è servito per questa opera ed anche per quello di realizzazione degli impianti termico e fotovoltaico e il campo di calcetto sportivo dell’istituto professionale “Paolo Calleri” di Pachino. Ma anche per diverse iniziative a carattere regionale, come il convegno “Il ruolo dell’Ircac a sostegno del sistema agro-alimentare del territorio di Pachino” organizzato dall’Ircac che si svolgerà sabato 20 febbraio»

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«Lavorare per fare meglio – ha dichiarato Antonello Cracolici – e realizzare di più, avendo consapevolezza di una maggiore autostima. Perché una terra che non ha stima di se non è in grado di affascinare chi non è siciliano. Queste opere – ha detto riferendosi al nuovo molo – servono a rendere maggiormente accogliente il territorio e sono necessarie a migliorare il lavoro dei pescatori».

Al termine della cerimonia di inaugurazione monsignor Angelo Giurdanella ha benedetto l’opera pubblica. «Più attenzione a chi lavora in mare – ha detto il vicario generale della diocesi di Noto – ma è uno spazio necessario e accogliente anche per i turisti. Che ben vengano opere del genere: la nostra è terra di agricoltura e turismo».