Da oggi partirà il progetto di sperimentazione tra Comune, Università di Catania e Associazione Atptp

posidoniamarzamemi

Pachino 8 Settembre 2016. La putrida e maleodorante posidonia oceanica dalle spiagge di Marzamemi finirà nelle aziende vitivinicole e ortofrutticole: verrà utilizzata come concime.

Ha preso il via oggi il progetto di sperimentazione in agricoltura della posidonia oceanica, promosso dal Comune di Pachino, dall’Atptp, Associazione di tutela prodotti tipici di Pachino, e dall’Università di Catania, con il patrocinio della Banca di Credito Cooperativo.

«Un progetto – ha dichiarato il sindaco, Roberto Bruno – con ci si va ad attuare quanto studiato e sperato in passato e che abbiamo portato avanti con impegno e con il supporto di tanti studi. L’utilizzo della posidonia in agricoltura oltre a contribuire alla sperimentazione per la concimazione, consentirà di risolvere l’annoso problema dei cumuli di posidonia spiaggiata lungo le nostre coste e, soprattutto, nel centro storico del borgo marinaro di Marzamemi».

L’attività di prelievo e riutilizzo è stata autorizzata dall’assessorato regionale Territorio ed Ambiente e dal Demanio marittimo e ad avere aderito al progetto sono state dieci aziende, quattro per il settore serricolo, per la produzione di ortaggi, quattro aziende vitivinicole e due del settore vivaistico. Ogni azienda potrà disporre di 15 metri cubi di posidonia oceanica.

Responsabile scientifico della attività di sperimentazione è stato designato Andrea Baglieri, ricercatore del’Università di Catania, mentre responsabile tecnico delle attività svolte nelle aziende sarà l’agronomo Sebastiano Barone.

«Le attività di sperimentazione – ha detto Barone – consisteranno nella distribuzione di biomasse di posidonia, già consegnate alle aziende convenzionate, sui terreni adibiti alla coltivazione di ortaggi in serra e vigenti a scopo di fertilizzante. L’obiettivo è quello di migliorare la struttura dei terreni e, soprattutto, in serra per aumentare il quantitativo di sostanza organica, generalmente molto carente per effetto della intensità di coltivazione della stessa specie, come per la monocoltura di pomodoro,  per diversi anni.

Nel settore vivaistico, invece, le biomasse di posidonia verranno utilizzate come substrato per coltivazioni fuori suolo, in alternativa o in aggiunta a quelli oggi in commercio, molto costosi anche per effetto dei lunghi trasporti cui sono sottoposti. Tale interesse scaturisce dal dilagante interesse di questa tecnica di coltivazione nel nostro comprensorio».