Ecco gli articoli apparsi su due quotidiani nelle pagine della cronaca cittadina:





«Il pomodoro richiamerà i turisti»
Pachino. La soddisfazione della città dopo il riconoscimento europeo al «ciliegino»

Il giorno dopo l'ufficializzazione del riconoscimento europeo per il «Ciliegino di Pachino» grande soddisfazione esprimono i rappresentanti istituzionali di Pachino e Portopalo, comuni maggiormente interessati dal prestigioso riconoscimento da un punto di vista territoriale. Per il sindaco pachinese, Sebastiano Barone, la conclusione di quest'iter è il coronamento di un lavoro avviato più di cinque anni addietro. «Sin dall'inizio - dichiara Barone - ho seguito questa vicenda che partì nel 1997. E' il coronamento di un impegno forte e continuo che consente a questo territorio di fare quel salto di qualità che meritava grazie al pomodoro». Ma questo non potrà essere che l'inizio di un maggior collegamento tra il settore enogastronomico e quello turistico. «Come è stato detto anche nel corso di convegni da prestigiosi relatori - aggiunge il sindaco di Pachino - avremo un positiva commistione tra l'enogastronomia e il turismo. E non dimentico in questo la potenzialità derivante dai vini che si producono da queste parti». Per Edmondo Pisana, presidente del consiglio comunale di Portopalo, dopo la conquista definitiva dell'Igp per il pomodoro ora si attende quella per il melone. «Non bisogna certamente perdere di vista - afferma Pisana - l'importanza del consorzio di tutela per controllare che non vi sia prodotto contraffatto, poiché in questa direzione i rischi ci sono e non da ora. Attualmente per quanto riguarda i controlli in questa direzione invece non siamo ancora a livelli soddisfacenti». Salvatore Chiaramida, presidente dell'associazione di tutela dei prodotti tipici pachinesi, è uno degli esperti in questo campo. Anch'egli ha seguito la problematica «Igp» sin dalle prime battute. «Non possiamo tralasciare chi ha fatto questa battaglia sin dall'inizio - esordisce Chiaramida - anche se in tanti adesso fanno a gare per prendersi meriti ed onori». L'importante adesso è non sedersi sugli allori. «Il rischio è che l'Igp alla fine resti una scatola vuota - aggiunge Chiaramida - ed ecco perchè bisogna attivare tutte quelle procedure mirate a dare un impulso effettivo a questo riconoscimento. Insomma non sono ammessi cali di tensione anche se i cambiamenti in positivo gli operatori li percepiranno nel medio termine, non tralasciando la necessità di una promozione permanente del nostro prodotto. Solo in questo modo infatti il prodotto di questo territorio potrà avere quella visibilità in grado di arrivare ai consumatori che apprezzano i prodotti di qualità». Il riconoscimento definitivo in sostanza sembra l'inizio di una nuova fase che potrà essere sinomino di un consistente sviluppo. Non si potrà perdere questa occasione per un territorio che nutre ambizioni prestigiose anche in altri settori.

Sergio Taccone







Il marchio "Igp" per il pomodorino: "Puntiamo ad un marketing comune"

"Un prodotto unico al mondo". C'è soddisfazione tra i produttori del pomodoro di Pachino ma c'è anche la consapevolezza di guardare alla qualità e di pensare a nuove strategie di marketing per imporsi nei mercati europei. La notizia che l'Unione Europea ha riconosciuto il marchio di indicazione geografica protetta, Igp, per il pomodorino, era attesa da tanto tempo. Ed è stata salutata a Pachino con un pizzico di giustificato orgoglio da parte delle aziende che lo commercializzano. Alcuni tirano un sospiro di sollievo, ricordando che l'iter non è stato affatto semplice n‚ breve. "E' certo un riconoscimento prestigioso e molto atteso.
Siamo orgogliosi del risultato raggiunto" afferma Sebastiano Latino, presidente della cooperativa "Sicil Serra". Ma non si accontenta del risultato e rilancia, con un appello rivolto ai produttori del comprensorio. "Attualmente a livello commerciale l'offerta è troppo frammentata - sostiene Latino -. Dovremmo trovare strategie di marketing comuni per superare la mentalità individualista che non giova a nessuno. Ci vuole insomma più cooperazione e meno concorrenza".
L'area geografica individuata, comprende i comuni di Pachino e Portopalo e parte del territorio comunale di Noto e Ispica. Il marchio Igp costituisce una garanzia importante per i consumatori, che potranno facilmente riconoscere e scegliere il "vero" pomodorino, ma è anche uno strumento fondamentale nelle mani dei produttori, per tutelarsi dai numerosi tentativi di imitazione di quello che, come afferma ancora Sebastiano Latino, è un prodotto davvero "unico".
Il presidente della cooperativa "Aurora", Salvatore Dell'Arte, sottolinea volta come il successo del marchio Igp "dipenderà dalla capacità di collaborazione e dalla maturità delle aziende agricole del territorio". "Ci aspetta un percorso impegnativo - dice Dell'Arte -, se vorremo essere all'altezza degli standard richiesti". Il riconoscimento dell'Igp è "il primo importante passo di un processo che non sarà breve", è l'opinione del dirigente della "Ortofrutticola Fortunato".
E' infatti ancora da definire, a livello pratico, il modo in cui il pomodorino Pachino dovrà essere commercializzato dalle aziende incluse nell'Igp. "Certo è che si tratta di un importante passo avanti - prosegue Fortunato - che darà ai terreni della zona un significativo valore aggiunto".

Luisa Nitti
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